CARTELLA STAMPA "VIVA LA MUERTE"
Accompagnamento promozionale all'uscita dell'album VIVA LA MUERTE :
Che cos'è "Viva la muerte"?
Più che un disco è una piccola Antologia, un opera fatta di racconti, di personaggi che si narrano da sè, raccontano le loro vite, ma soprattutto le loro morti.
Dal loro letto tombale ci arrivano le loro storie in musica, abbiamo marinai affogati nel rum, rotte greche, marcette militari, rivoluzioni , fondali marini che nascondono lupi di mare senza tomba, sirtaki, pistole giocattolo portatrici di tetano, rose selvatiche, fisarmoniche da balera, trombe e tromboni balcanici, deserti e piazze rosse, e poi ancora il selvaggio west, fantasmi recidivi che cercano invano il suicidio, musichette da avanspettacolo e filastrocche per bisnonni... insomma come dicevamo, più che un disco è un film a episodi.
Il country diventa punk e il punk diventa canzonetta, le sonorità balcaniche si mischiano con musichette greche, il folk si accelera fino all'esasperazione e poi si rallenta in filastrocche distorte...
Abbiamo esagerato anche con gli strumenti....dozzine di chitarre elettriche, banjo, banjo distorti, fisarmoniche, pianoforte, organetto giocattolo, trombe, tromboni, scaccia pensieri, contrabbassi, controcontrabbassi, chitarre acustiche, classiche, neoclassiche e barocche, chitarre hawaiiane, cozzaglie di piatti e tamburi, timpani, casse e gran casse. Insomma ci siamo trapiantati in studio di registrazione come beccamorti in un cimitero ed abbiamo partorito questo inno alla morte ed alla vita, con una promessa...
"L'ultima cosa che farete sarà morire"
Ascoltatelo se volete, perdonateci se potete...
Kid Combo
TRACK BY TRACK :
MARY BLUNDER 1878 +1901
Uno scatenato e violento psycho-country-punk vede la non più viva Mary raccontare
dal letto della sua sepoltura la morte per mano del fratello. Le rose selvatiche crescono dal tumulo per
coprire il loro peccato carnale.
Gli inserti di tromba e trombone si rifanno ai ritmi ottomani, mentre il banjo elettrificato incalza a ritmo
serrato.
EDDIE MONTANA 1822 +1851
Si rallenta il tiro, e si passa alle atmosfere più care ai nostri becchini, un countrysound
con richiami '70s, echi di steelguitar e ritornello ridondante "1, 2, 3 I'm hangin from a tree".
Il nostro Eddie si racconta dondolando appeso all' albero della propria impiccagione.
IVANOV SERGEJ 1899 +1917
Oci ciorni...
Balalaika, e cori da piazza rossa fanno da struttura di questa ballata epica.
Visioni di trincea, echi di guerra e di rivolta, un ritornello che entra in testa come una pallottola
in tutto il suo rigore marziale e ci accompagna fino alla dipartita del nostro Ivanov, beffato
dal destino e dal diavolo, narratore quest'ultimo di tutta la storia.
REVEREND THEODORE MILES 1871 +1938
Di rinculo arriva l'attacco spinto di un organo da chiesa accompagnato da tutta l'artiglieria
pesante del combo leggendario.
Un inno al signore, un inno ai santi, uno speedy-country-gospel clericale come funzione domenicale,
un fiume in piena, un funerale cantato, Allelujah, Allelujah, il signore è con noi!!
MARIANNE HEDERGAARD 1942 +1955
Un botto.
Parte a razzo questa cavalcata a metà fra lo psychobilly e il macedone, fra il violento e il delicato, un brano che ci riporta in giro per l'europa e ci fa perdere, ci fa girare la testa, e ci fa quasi dimenticare la triste storia della piccola Marianne. Portata via per scherzo dal tetano, uccisa da una pistola giocattolo.
Le rose fresche e la foto sbiadita accompagnano il giro ipnotico della cavalcata e i coristi macedoni di Ivanov Sergej tornano a trovarci per un ritornello tra l'epico e l'operetta.
FESTAN THE SEAWOLF 1854-1901 e SAILOR STUK THE GREEK 1899-1935
Due brani che aprono e chiudono una parentesi marina, le marce ed i cori, gli scoppi e le grida
cedono il passo ai gabbiani, alle rotte greche, ai sirtaki, ai vaporetti e soprattutto... al rum.
Ballate per marinai, ballate per naviganti che muoiono affogati nel rum, oppure affogati dalla
propria follia.
La prima storia è una vera e propria filastrocca distorta che viaggia al ritmo di un vaporetto,
mentre la seconda è una ballata più popolare, un sirtaki-country-punk, che ci accompagna
sui fondali marini, dove si trova il marinaio greco, Stuk.
THE GHOST OF TOM PITY 1930 +1959
Si apra il sipario!
Apre le danze un scatenato pianoforte, un delirio tra canzonetta ed avanspettacolo italiano,
quasi ci immaginiamo un Alberto Sordi a spasso con Rufus Thomas per questo mini-capolavoro
costruito su una sola nota.
Le peripezie del fantasma di Tom Pity che non consapevole di esser già riuscito nell'impresa
tenta in ogni modo di procurarsi la morte. " Why I'm not dead?"
BILLY "BIG" JOEY 1806 +1824
Ritorniamo con un balzo al selvaggio West, ai cercatori d'oro, alle melodie da saloon
al cockabilly più fedele dei Kid Combo ed a Billy Joey che in questa
ballata dell'allegria viene a mancare al suo villaggio, forse partito per cercare l'oro,
forse per cercare la sua strada, forse... non si sa il perchè ma "Billy Joey will never be blue!!"
OLIVER and JENNY KNOX 1907 + 1966, 1916 +1945
Uno spaghetti western, un duetto Morricone - Leone, una trama dove manca solo la partecipazione
di Clint Heastwood.
Oliver in punto di morte piange la sua Jenny.
UNKNOWN
E come nella proverbiale abitudine del Leggendario Combo l'opera si conclude con un tormentone,
un brano che ci fa affittare un salone da ballo, che trasforma i Kid Combo in una orchestrina da paese,
che apre e chiude le danze che ci fa bere vodka e rum e tutto il disco ci passa davanti, e anche la morte ci
passa davanti, e noi...
ci beviamo su, proprio come lo sconosciuto sepolto nell'ultima bara di questo disco.
Salute, dinero y amor!!!
VIVA! VIVA!!! VIVA!!!
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RECENSIONI "VIVA LA MUERTE"
EXTRA MUSIC magazine
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
2008
VinilSick/Cramps/Self
Giuseppe Celano
Quando un album possiede un incipit del genere, “Mary Blunder”, così trascinante, potente e impenitente, come le facce di questi “loschi” figuri, non può che entrare nelle mie grazie. I The Legendary Kid Combo non hanno bisogno né di presentazioni né di recensioni. Il disco si vende da solo e arrivati alla seconda canzone, “Eddie Montana”, vale tutti, ma proprio tutti, i soldi spesi per averlo. Cosa suonano? Una intelligente alchimia di buon rock-country, svisate punk, rock-a-billy, blue-grass e potrei andare avanti per un bel po’. Un pizzico di follia ordinata e tanta voglia di divertirsi pervade le tracce di “Viva La Muerte”, mai titolo fu più azzeccato e ironico per suonare musica del genere.
La copertina infestata da teschi vestiti “a modo e per bene” direbbe G. L. Ferretti, potrebbe depistare l’ascoltatore facendo pensare a qualcosa di più serio, invece la band spacca (anche le ossa) attraverso un’irresistibile ironia e una valanga di chitarre, banjo distorti e non, fisarmoniche, pianoforte, chitarre di ogni genere, aggeggi indefinibili e chissà quali altre diavolerie. Impossibile resistere a “Ivanov Sergej”, una canzone “rossa” ma alla “loro” maniera. Tutto il cd scorre via veloce come un treno in transito. Elvis e la canzone italiana, un viaggio nelle radici più profonde del folklore americano, tutto questo sono i The Legendary Kid Combo. Ma c’è molto di più che non potrò mai esplicare in sede di recensione. Ci sono le loro idee, tutti i personaggi che si avvicendano man mano che le tracce si susseguono, c’è il loro modo di vedere il mondo ironizzando e criticandone i costumi. Un disco imperdibile, se siete di larghe vedute. Se cercavate un propulsore per spostare in avanti un genere, sempre ammesso che di fare un solo genere li si possa tacciare, avete trovato ciò che fa al caso vostro. Da avere!!
MESCALINA
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
2008
VinilSick/Cramps/Self
Massimo Sannella (26/01/09)
Fantasticare costa zero: immaginate Dolly Patton, Bonnie Raitt e qualche altra vetusta stella del Nashville sound tracannare Guinnes e pogare a sangue con i Pogues, Flogging Molly, The Dubliners e poi, prese da frenesia autodistruttiva gettarsi in stage diving nei miasmi irsuti di folk-punk alla Gogol Bordello o Big John Bates & The Woodoo Dollz.
Ci siete ? Ok, avrete così un barlume di idea di cosa vi aspetterà una volta che vi apprestiate a calare la testa in questo cd.
Come nella tradizione ironica cinematografica del “Secondo tragico Fantozzi”, torna, in questo “caso” musicalmente, il “Secondo tragico The Legendary Kid Combo album” ovvero Viva La Muerte, nuovo capitolo discografico di questa band che si fa “fatica” – data la compiutezza del tutto – a considerare patrimonio made in Italy.
La neonata label VinilSick, al suo debutto fa le cose in grande stile, non c’è dubbio, e credo che aver messo in pista questo cocktail tossico di bluegrass, folk, country, psycobilly, punk, punte di gothic e trucioli balkanici, sia la carta vincente per fare quel salto di qualità nelle proposte discografiche indie invocato dai più.
Attesi al varco della seconda prova, dopo il clamoroso “Booze Bucks Death & Chicks”, i TLKC si può dire che non deludano le aspettative; Viva La Muerte è un disco che procede velocissimo, bizzarro, saltellante e caciarone, che contrappone alle caratteristiche del rigor mortis, inni alla vita, cinetismo, vitalità e nervosa “angolarità”.
E già, si fa presto a dire energia e ancora energia quando si ha a che fare con la morte! Ma via, cosa credete, non prendetela così; questo disco vuole riscattarsi dalla drammaturgia deleteria del “sorpasso”, anzi sdrammatizza e dà voce alle storie e alle stravaganze di alcuni personaggi “che furono”, li rivitalizza e li fa ridere, nutrendoli di uno stile estetizzante eccelso, come fosse inconsapevolmente influenzato dalla macchiette macabre di Tim Burton.
Ne viene fuori un rutilante divertissements di storie tra il comics e il cartoon; lupi marini senza casa, mozzi e marinai annegati tra pupe & rhum, sermoni protestanti e kalinke alla Popof, sclerotici sirtaki e tetani letali e ancor di più; insomma una miscellanea di situazioni quasi irreali, compresse in una straordinaria performance caotica quanto precisa di banjo, chitarre (12), fisarmoniche, hammond, grancasse, triangoli, contrabbassi, e tutto quel che può produrre frastuono festante.
Stravagantissimi musicisti, vestiti di tutto punto di tight e tuba da gravedigger cirrotici, I TLKC portano sulla scena la loro “commedia da saloon” che sa di fantomatica e fantastica compilation da bootleg, che si può benissimo immaginare suonata in seppia nell’arco temporale di centocinquant’anni fa, tra il west e l’Europa, tra la vita e la morte di identità storiche.
A vederli in foto, questi artisti davvero in forma, nerovestiti, sembrano relitti di un passato cupo, polveroso; ma a sentirli suonare in questo album sono cantori –musicisti essenzialmente indispensabili, “maledettamente” felici al servizio di una nuova stagione di immensa musica che verrà.
E voi smettetela di toccare ferro, chissà che forse un giorno anche le vostre storie da vivi verranno “riesumate” in qualche tracklist venusiana rendendovi immortali. Come dite? Meglio ascoltare il disco “ora” che siete sani e vegeti ? A pensarci bene….forse è meglio di sì.
Rockerilla
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
Vinylsick
Lorenzo Pioppi 7/10
Come nessuno resisterebbe alla tentazione di sfogliare un prezioso libro di cent'anni, zeppo delle più bizzarre leggende popolari, così sarà con "Viva La
Muerte": vi basterà farlo girare nel vostro moderno stereo ed alzare il volume a dismisura. Al resto penseranno gli italianissimi Legendary Kid Combo con
il loro secondo lavoro. In uno schiocco di dita, la vostra stanza si trasformerà in un polveroso saloon ottocentesco con pistoleri e tavoli da gioco, o forse, in una sudicia bettola di pirati e tagliagole.
Comunque uno strambo crocevia di personaggi pittoreschi che vi coinvolgeranno nelle loro macabre storie e in un irrefrenabile ballo alcolico, al quale non potrete resistere.
Con brani radicati nelle più svariate tradizioni folcloristiche, faremo la conoscenza di "Billy "Big" Joey", "Reverend Theodore Miles" ed "Eddie Montana", cercatori d'oro e fuorilegge con un cappio al collo, che con echi old rime, banjo e steel guitar ci riportano alla mente il selvaggio west.
Definirlo però un album esclusivamente country e rockabilly sarebbe fuorviante. La matrice è sì quella, ma fughe stilistiche nel vecchiocontinente ne impreziosiscono l'eclettico sound. Ecco allora "Ivanov Sergej" e le sue balalaike che ci trasportano nelle fredde piazze rosse, non prima d'aver sentito di marinai affogati nel rum nelle ballate sirtaki di "Sailor Stuk The Greek".
Un viaggio ricco di spunti dunque, che con bicchieri straripanti di birra, brinda alla vita e.... alla morte.
Rocksound
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
Vinylsick/Self
Armando Autieri 8/10
La morte ha sempre avuto un grande fascino e una certa influenza nel rock'n'roll. Quindi i Kid Combo, una delle migliori e più sottovalutate band che l'Italia può vantare, non potevano restarne immuni, nonostante l'allegria di fondo che permea tutto il disco nuovo, e quindi hanno deciso di dedicare tutti e 11 i pezzi a persone immaginarie scomparse. La novità rispetto al lavoro precedente, è che la vicinanza, sia sonora che d'intenti, con la miglior band americana degli ultimi dieci anni, The Shack Shakers, è totale, con l'uso di strumenti insoliti come pianoforti giocattolo o fisarmoniche e con la riuscitissima fusione di musiche folk europee su impianto rock, punk, country e psychobilly. I cinque "becchini del r'n'r", comunque, hanno fatto uscire al massimo la loro personaliltà in tutte le tracce senza genuflettersi di fronte alla lezione di nessuno. La domanda sorge spontanea: riusciranno i nostri eroi a far rinascere il r'n'r italiano?
Speriamo proprio di sì!
rockit
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
Vinylsick/Self
Ilaria Montagni
Venite Signore e Signori! Entrate nel parco dei divertimenti dei Kid Combo! Vi fa paura la crisi? Distraetevi con un bel giro della morte. Anzi, fate del titolo del cd il vostro inno: Viva La Muerte! Una visitina alla casa delle streghe è d'obbligo: incontrerete i fantasmi degli undici protagonisti delle undici tracce dell'album. Pirati e cowboy, donzelle e perfetti sconosciuti, eroi e banditi. Tutti morti.
Lasciate che la musica diventi teatro, cinema e letteratura. Non solo sette note ripetute. Mescolate un po' di country al punk e uniteci pure un pizzico di polifonie bulgare alla Goran Bregovic. Attenti però a non farvi catturare da una nave pirata. E non fatevi beccare da una pallottola in mezzo alla fronte, mi raccomando. Incantatevi ad ascoltare le storie dei The Legendary Kid Combo e rallegratevi della morte.
Riuscire a creare tutto un cd su un tema del genere senza risultare pesanti o ridicoli è semplicemente fenomenale. Un ottimo disco per la sua originalità. Sia per i testi che per le melodie. Un gruppo che merita attenzione.
Welcome Madames et Monsieurs! Just enter the Kid Combo’s funfair! Does the crisis scare you? Let’s forget it looping the loop. Well, make the title of the cd the anthem of your life: Viva la Muerte! It’s compulsory to go and see the witch house: you will meet the spirits of the eleven protagonists of the eleven tracks of the album. Pirates and cowboys, ladies and complete strangers, heroes and bandits. All dead.
Let the music become theatre, cinema and litterature. Not only seven notes in loop. Just mingle punk and country with a flash of Bulgarian polyphonies like those of Goran Bregovic. Pay attention not to fall into the pirates’ trap. And beware! There should be some bullets. Just be enchanted by the histories of The Legendary Kid Combo and enjoy the death.Just creating an entire cd on such a theme without being pessimistic and boring is simply phenomenal. A great cd thanks to its originality both for lyrics and melodies. An interesting band.
losing today
THE LEGENDARY KID COMBO
Viva La Muerte
Vinylsick/Self
Marcello Berlich
Il secondo lavoro del Legendary Kid Combo assume la forma di una passeggiata in mezzo alle lapidi di un cimitero, sulle note di quell’ impasto di garage rock, punk e folk di varia provenienza, che loro stessi hanno definito 'cock-a-billy'. Il risultato è una sorta di propria personalissima 'Spoon River', dominata da un'ironia macabra dai toni sguaiati e l'atteggiamento vagamente ostile, che per certi versi assume l'aspetto di un giro per bettole e taverne di mezzo mondo: dai saloon del vecchio west a sgangherati pub irlandesi, da localacci moscoviti (con tanto di kalinka) a bordelli balcanici, fino a ritrovi da marinai greci (con tanto di sirtaki).
Storie nere, a base di incesti allusi, impiccagioni, patti col diavolo, duelli da far west, raccontate attraverso un continuo mutare di stili musicali, nei quali il combo correda una base psychobilly
dalle accentazioni country western (con tanto di banjo), con le influenze folk che, di volta in volta, caratterizzano i singoli episodi, ricorrendo occasionalmente all'utilizzo di piano e fiati, facendo
assumere così ai brani di volta l'aspetto di scatenati cori da osteria marinaresca, marce da scompagnate bande di Paese, filastrocche demenziali, condividendo la vena debordante dei Gogol Bordello e un pizzico dell'attitudine del Vinicio Capossela più 'circense'.
Col risultato, oltre che di divertire, e di rendere impossibile starsene fermi durante l'ascolto, di far ricordare quanto in fondo siano simili alla radice sapori musicali apparentemente così lontani tra loro. Un disco che non pò fare a meno di piacere.
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